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ISPO 10, Múnich
06.-09.02.2011

OutDoor, Friedrichshafen
14.-17.07.2011

Workbook

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Dirk Uhlig

Dirk Uhlig.

Erfolgreicher Kletterprofi.

Scalatore professionista di
successo.

In breezily altitude.

In breezily altitude.

Dirk Uhlig

Sono nato nel 1978 nella cittadina alquanto poco rocciosa di Gera. Dopo aver conseguito il diploma, mi sono trasferito a Erfurt, dove ho trovato le migliori condizioni per allenarmi come fondista e mezzofondista. Ora studio scienze motorie e dell’eduzione all’università di Erfurt.

Data e luogo di nascita: Gera
Luogo di residenza: Erfurt
Pratico climbing dal: 2000

Che cosa ho realizzato:

Bouldering:

Brutalga Square/ 7c+/ Turingia/ 12.08/ RP
Arrache Coeur/ 7c/ Fontainebleau/ 04.09/ RP
La Balancette/ 7c/ Fontainebleau/ 04.09/ RP  2
tentativo
Hop Hop Hop/ 7b+/ Fontainebleau/ 04.09/ flash

Arrampicata sportiva:

Sagaro/ 8b/ Zillertal/ 06.09/ RP
Pati pa mi/ 8b/ Siurana/ 04.08/ RP
Lagrima/ 8b/ Turingia/ prima ispezione/ 08.08/ RP
Schräger Edi/ 8a/ Zillertal/ 06.09/ OS
Ganja/ 8a/ Zillertal/ 08.07/ RP pulito
Mission Imposible/ 8a+/ 08.07/ RP pulito

Roccia alpina:

Cima Grande di Lavaredo/ 3 cime/ 7c+/ 08.2007/ OS                
Camillotto-Pellisier/ 3 cime/ 8a+/b / 08.2008/ RP
Perlen vor die Säue/ 3 cime/ 7b+ /08.2008/ OS
Ötzi incontra lo Yeti/ 3 cime/ 7a+/ 08.2007/ OS

Sponsorizzato da SKYLOTEC – Com’è avvenuto?

Mi sono accorto di SKYLOTEC su internet. Ho inviato una candidatura come atleta, che ha trovato riscontro.

Che cosa significa per te?

Da 60 anni Skylotec è sinonimo di attrezzatura anticaduta innovativa. Da persona che lavora in quota, so apprezzare un equipaggiamento di qualità. Come scalatore, se devo rimanere appeso a un filo, allora è importante utilizzare materiali che rispettano i massimi standard. Skylotec è la società creativa che si è posta l’obiettivo di navigare l’onda dell’arrampicata sportiva, ma di arricchire il segmento con una grande onda fatta di nuove idee e soluzioni uniche che guardano al dettaglio.

Come sei arrivato al climbing?

Fino a 20 anni ho imperversato come fondista e triatleta. Ho fatto conoscenza con il climbing a seguito di un caso (s)fortunato e ne sono subito stato entusiasta. Johannes Vogt di Erfurt è stato il mio padrino nel climbing e mi ha subito portato sulla roccia più grande della Turingia. Il percorso Hangelwest a Falkenstein dovrebbe essere la mia prima escursione. Alla terza lunghezza di corda, quando Johannes aveva messo le ali ai piedi, incominciò a piovere, il partner di corda non si riusciva più a vedere e a 60 metri di altezza ho messo in dubbio la capacità di carico degli attrezzi. Ciò nonostante questo non è bastato a liberarmi dal mio nuovo virus di fare climbing.

Cosa ti diverte di più del climbing?

Il climbing non è mai noioso! Quante volte si rimane appeso a una parete e non si ha la più pallida idea e ci si chiede: “E ora cosa faccio?“ Poi alla fine si trova una strada da percorrere.

Qual è il tuo più grande/massimo obiettivo nello sport del climbing?

"Il migliore scalatore non è chi supera le più grandi difficoltà, ma chi si diverte di più”. L’essenza per ottenere ottime prestazioni è viaggiare con persone che mi motivano e che io posso entusiasmare. Il mio obiettivo è sondare i miei limiti e questo mi sprona a far diventare realtà le mie idee.

Qual è stato il tuo più grande/massimo successo sinora raggiunto?

Scalare la parete nord della Grande Cima, senza avere bisogno di un secondo tentativo e riuscendo a seguire la linea più difficile nonostante il cattivo tempo.

Pericolo/paura – sentimenti decisivi nel climbing: come li affronti tu personalmente?

Tutti hanno paura a volte! Ed è anche bene che sia così! Perché ci protegge dal fare delle cose sconsiderate. Tuttavia durante le escursioni in via ferrata lontani dalla roccia in palestra può essere senza dubbio d’impedimento avere paura. Saperla affrontare e non ignorarla può essere molto emozionante e certamente una grande sfida.

Libertà – che significato ha per te questa parola se connessa al climbing?

Avere un’idea e poter fare il primo passo. Far diventare questo sogno realtà e per me la “libertà“. Sedere sulla vetta dopo aver realizzato il mio sogno, per rendermi conto che era soltanto un tratto. Perché da quella vetta si ha solo una visuale migliore della successiva parete ancora più difficile da scalare.

Chi è/sono i/l tuo/i modello/i nell’arrampicata sportiva professionistica?

Beat Kammerlander per il suo occhio per delle linee fantastiche e la sua etica della prima ispezione.

Zone preferite per il climbing – quali sono le tue favorite?

Ogni anno che pratico climbing aumenta il numero delle mie “zone preferite”. Poiché nel frattempo sono diventate tante, mi limito a citarne una per tipo di roccia. Fontainebleau, Zillertal, Siurana, il bosco della Turingia, Smith Rocks.....

Quali sono i consigli e i trucchi per i neofiti nell’arrampicata sportiva?

Meglio non incominciare per niente! Il climbing rende estremamente dipendenti! Un consiglio: se all’inizio non vi azzardate a guardare sotto, almeno giratevi intorno per poter guardare in lontananza!

Climbing, climbing e ancora climbing. Che altro fai nel tuo tempo libero?

Tengo corsi di climbing, faccio competizioni, lavori in quota con funi, costruisco palestre per arrampicata sportiva.....Se c’è ancora tempo, mi arrampico per me stesso! Finire l’università, ascoltare musica ad alto volume e leggere è il mio programma alternativo.

Le competizioni sono un buon argomento per te. Come ti prepari per una gara?

Pulisco impugnature.

Training intensivo per competizioni. Quante volte e a che posto è nel tuo ordine del giorno?

Presto sulla migliore parete da bouldering del mondo, che a partire da metà 2009 sarà a Erfurt. Allora mi arrampicherò sicuramente più volte la settimana.